Metilparaben: Avete mai sentito parlare di Cannibal Holocaust?
Se Luca Barbareschi cercava l’onore delle cronache, in questi giorni sembra essere stato accontentato. Onori avuti non tanto per il suo nuovo programma in onda su La7, quanto per le sue discutibili dichiarazioni nonchè per i risvolti collegati al programma e dei quali questo blog si è già occupato.
Non starò a prendervi in giro con la storiella secondo la quale “lungi da me il giudicare”: trovo rivoltanti alcuni aspetti della storia che molti di voi già conosceranno, ma di cui alcuni sicuramente non saranno a conoscenza. Ognuno giudichi poi in base alla propria sensibilità.
Il 4 giugno 1979 il regista Ruggero Deodato dà il via alle riprese di un film che si rivelerà alquanto controverso: il nome della pellicola è Cannibal Holocaust.
Il film, girato nella giungla di Bogotà, viene presentato come appartenente al genere “cannibal” e suscita da subito accese polemiche per la crudezza di alcune scene nonché per l’uccisione indiscriminata di animali da parte degli attori, tanto che è additato come snuff movie, viene intentata una causa e il regista e la troupe rischiano la prigione quando emerge che le uccisione di animali sono reali. Deodato si difende affermando che le riprese sono state girate con spirito documentaristico.( fonte Wikipedia)
Ed è proprio tra gli attori che vediamo comparire un giovane dotato di sicuro “spirito documentaristico”, Luca Barbareschi, nei panni di un improbabile cameraman.
Con lo scorrere della pellicola possiamo vedere il futuro deputato della Camera e showman avvicinarsi ad un piccolo maialino (guinea pig) legato ad un palo e sparargli in testa da poco meno di un metro di distanza, o intento a riprendere l’uccisione (e, aggiungo io, la tortura) di una tartaruga appositamente tirata fuori da un fiume, il tutto per esigenze di copione.
Ultimamente queste scene sono sempre di più difficile reperibilità su YouTube: tuttavia, cercando con pazienza, qualcosa si trova ancora. Con la raccomandazione che le scene in questione sono realmente forti, le potete visionare qui e qui (minuto 7:47). [rimuovo di mia iniziativa i link per evitare cliccate involontarie. chi voglia vedere vada su Metilparaben e segua i link da lì - Rael]
Dulcis in fundo, alcuni brani tratti direttamente dalla pagina di Wikipedia alla voce “Cannibal Holocaust”.
Nel secondo video sono mostrate raccapriccianti uccisioni di animali in diretta. I reporter trascinano fuori dal fiume una gigantesca tartaruga e la sventrano completamente, tra il disgusto e l’eccitazione.
(…)
Immediatamente dopo l’uccisione del maialino, Gabriel Yorke fece un lungo monologo che Deodato avrebbe voluto includere nel film, ma che alla fine fu tagliato. Yorke disse di essersi dispiaciuto durante le riprese perché aveva sentito il maialino urlare e morire. Perry Pirkanen pianse durante l’uccisione della tartaruga, Luca Barbareschi invece ha ammesso di non aver avuto nessun rimorso per aver sparato al maialino, ma di aver ricevuto minacce da parte degli animalisti per questo, mentre Deodato ha dichiarato che tutti gli animali uccisi nel film venivano mangiati sia dai componenti della troupe, sia dagli indigeni. «La cosa che mi ha fatto più impressione sono state le scimmie. C’è la scena in cui gli indios ammazzano la scimmia e le succhiano il cervello. Noi avevamo quattro scimmiette di riserva. Quando tagliammo la testa a una le altre quattro sono morte di crepacuore. Quella è stata la cosa più atroce».
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